Il collare della tigre

Autobiografia psicomagica di uno sciamano occidentale

 

Avevo tredici anni quando mio padre mi propose un koan che per me è stato il più impor-

tante di tutti: «In un bosco c’è una tigre feroce con un collare di diamanti. Chi glielo può

togliere?»
Per trent’anni ho tentato di risolverlo, azzardando ogni tipo di risposta. Una sera sono

andato a casa sua travestito da tigre e ho ruggito. Un’altra volta mi sono spogliato per

la strada, e percuotendomi il petto come facevano i monaci dell’antichità ho gridato al

cielo: «Non c’è nessuna tigre nel bosco!» Tempo dopo, sono andato a trovarlo e gli ho

detto, tutto emozionato: «La tigre si farà togliere il collare solo da chi ama». E scoppiai in una violenta crisi di pianto. Forse erano anche belle risposte, ma non mi hanno mai convinto del tutto. Finché un giorno non ho compreso che quel collare simboleggiava la sofferenza con cui i miei genitori, loro malgrado, mi avevano tenuto prigioniero nei miei primi anni di vita.